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I caratteri in cinese
e in coreano significano "via della mano cinese", e la loro
trascrizione alfabetica più consona alle lingue neolatine è
"Tang Su Do", meglio conosciuto come il Karate coreano tradizionale.
Trascritto in occidente anche TANG SOO DO oppure DANG SU DO, è
la denominazione coreana di una classica arte marziale MU-DO (coreano)
WU-TAO (cinese) o BU-DO (giapponese), che ha le sue origini nell' estremo
oriente.
"MU DO" in occidente è stato erroneamente trascritto
e purtroppo accettato dalla maggioranza come "ARTE MARZIALE",
cioè il TANG SU DO sarebbe " ARTE DI GUERRA"; il che
è parzialmente vero, visto l'uso di questa disciplina, impiegata
efficacemente nella guerra di Corea (1950-53) e Vietnam (1960 circa-1975).
Questa accezione riduttiva del TANG SU DO, ci offre una immagine violenta:
l'uso delle mani e dei piedi come armi per difendersi o attaccare un nemico.
Il vero significato di MU DO è invece, testualmente, "la
via per fermare il conflitto"; cioè una disciplina della
sopravvivenza secondo il principio della "non violenza".
Il Tang Su Do affonda le sue radici nelle filosofie orientali del Taoismo
e del Buddhismo. La sua pratica inizia dal corpo (Wei-Kung: lavoro esterno)
per poi equilibrare e potenziare la mente (Nei-Kung: lavoro interno),
e da lì risalire fino allo spirito (Shim-Kung: lavoro spirituale).
Astenendoci da una lunga e approfondita esposizione, ci teniamo però
a segnalare che nel potenziare la salute, per esempio, c'è implicito
il bisogno di AUTO DIFESA contro ogni rischio di aggressione fisica. Ed
inoltre non è mai superfluo rilevare che se la salute fisica è
indice della sopravvivenza vegetativa (o biologica), gli altri valori
sono i paradigmi della sopravvivenza sociale.
Una società violenta porta in se il germe aberrante della propria
distruzione: da lì il bisogno del principio della non violenza
come valore alla sopravvivenza.
Uguale considerazione va data agli altri principi/obiettivi: cultura,
sviluppo della coscienza, della volontà, nonché sensibilizzazione
del servizio come elemento di organicità sociale.
Ma il Tang Su Do, come ogni scienza ed ogni arte, è una astrazione
ed ogni astrazione può diventare finzione in mano agli operatori
dell'anticultura, agli opportunisti ed agli imitatori di turno.
L'efficacia di un'arte non si misura esclusivamente dall'originalità
delle sue tecniche ma dalla coerenza del percorso formativo, cioè
dal metodo, ed ancora più indietro (o più "in su")
dalla fonte d'intelligenza da dove questa idea ed il suo senso provengono.
In pochissime parole: le astrazioni che non diventano fatti compiuti,
possono restare finzioni. Ed il tramite, il ponte che unisce l'idea alla
cosa è l'UOMO.
Perciò il nome dell'idea: Karate, Tang Su Do, Judo, Taekwondo,
Kendo, dice ben poco se non lo si coniuga al nome del suo operatore, del
suo "medium", di un uomo insomma: l'insegnante, od il maestro,
che fa da guida e da modello, e senza il quale nessuna idea diventa fatto
e nessun "Tang Su Do" approda a buon risultato.
Il nostro Tang Su Do
Un'arte marziale (Tang Su Do od altro), sarà giudicata dagli osservatori
nei praticanti che la eseguono. Il T.S.D. si vedrà nelle
persone che lo fanno, altrimenti non lo si potrebbe apprezzare, giacchè,
come tutto ciò che non è materiale, il T.S.D. è un'astrazione,
un'idea.
Il rischio delle astrazioni è però che possano diventare
finzioni in mano agli operatori dell' anti-cultura ed agli opportunisti
di turno. "Gli alberi si conoscono dai frutti" dice la
parabola del vangelo, ed è vero, le idee, come le persone, si vedono
nei risultati, nei fatti.
Perciò, quale è "il frutto" che uno spettatore
può apprezzare in una dimostrazione di T.S.D.?: : le tecniche di
combattimento, la potenza nelle prove di rottura, la destrezza nell'uso
delle armi bianche o nella difesa personale
cioè vede
ciò che gli si mostra: immagini. Il comune osservatore,
non vede al di là delle immagini , e giudica in conseguenza di
queste.
Ma cosa c'è dietro ( o prima ) delle tecniche del T.S.D.? Abbiamo
una scaletta di valori che ci aiuterà a capire cosa è più
importante della tecnica:
1) Lo spirito
2) La condizione fisica
3) La disciplina
4) La forma
5) La tecnica propriamente detta
6) Il controllo dell'energia
7) La teoria ( che è quello che stiamo facendo proprio ora!)
Il primo punto è la cosa essenziale: lo spirito. Cosa è
questo? Lo spirito è l'origine ed il fine di tutto. Senza spirito
niente ha vita, né senso; ed è così nell'universo
come lo è in ogni singolo essere umano. Le prime determinazioni
dello spirito sono: COSCIENZA , VOLONTA' ed EMOZIONI SUPERIORI.
Nel praticante di T.S.D. uno spirito debole si ripercuoterà in
una forma disarmonica o esprimerà una tecnica scadente o tradirà
una mancanza di controllo energetico, o semplicemente rifletterà
la sua ignoranza. Uno spirito carente di volontà, difficilmente
supererà le difficoltà che gli si presentano durante il
suo cammino (il DO personale), quali : la pigrizia, la malattia, la sfiducia,
etc. Uno spirito povero di consapevolezza non capirà cosa sta facendo
durante le lezioni né, in senso più ampio , quale è
il valore di questa arte marziale nella sua vita. Uno spirito chiuso alle
emozioni superiori, sarà incapace di rapportarsi umanamente con
il suo prossimo, e di completarsi come uomo.
Non tutti i metodi o le scuole di T.S.D. sono uguali per la buona ragione
che gli esseri umani sono diversi: essendo l'uomo il ponte che
collega il mondo delle idee (arte e scienza) con il mondo dei fatti compiuti,
da lui dipende che "questo Tang Su Do" diventi un bene
da coltivarsi e non un mera finzione . Tutto ciò dipenderà
principalmente dal suo spirito : (coscienza, volontà ed emozioni).
Un vero maestro dà il suo spirito agli allievi. Tramite l'insegnamento
della ginnastica, la disciplina, la forma, la tecnica, l'energia e la
teoria, egli riesce ad accendere lo spirito nei suoi allievi con il proposito
di farli diventare, un giorno, maestri anch'essi. Maestri di sé
stessi, cioè uomini e donne umanamente evoluti.
Questo è il nostro Tang Su Do.
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