Storia del Tang Su Do

Fino alla prima metà di questo secolo, insieme a tanti altri curiosi appellativi, con il nome di "Tang Su Do", che significa "Mano Cinese", si voleva indicare gli stili di combattimento a mani nude provenienti dal mitico monastero buddhista di Shaolin-Tzu. Questo accadeva indistintamente in tutto l'Estremo Oriente: Cina, Corea e Giappone.

Nella penisola coreana le varie scuole di Arti Marziali interdette per trentacinque anni dalle forze d'occupazione giapponesi uscirono dalla clandestinità solo alla fine della seconda guerra mondiale. Esse erano conosciute come scuole di Tang Su Do.

La prima scuola di Tang Su Do della moderna Corea fu il Ciung-Do-Kwan, istituita nel 1944 dal maestro Won Kuk Lee. In seguito alla liberazione della nazione coreana, avvenuta il 15 agosto 1945, si aprirono altre quattro scuole: Muduk-Kwan, Song-Mu.Kwan, Ci-Do-Kwan e Ciang-Mu-Kwan. Altri "Kwan" si aggiungeranno all'elenco dopo la fine della guerra civile (1950-53) fra nord e sud.

Questo Tang Su Do era una sintesi di diversi stili di combattimento, una amalgama d'insegnamenti d'origini varie: fra quelli nativi della Corea, come il Subak ed il Tae-Kyon, quelli filtrati dal confine cinese (Tai-Chi), e quelli portati dagli invasori nipponici (Karate, Jiu-Jitsu).

Nel Dicembre 1955, con l'approvazione dell'allora presidente della Repubblica Sud Coreana, Singman Rhee, si convocò un'assemblea di capi-scuola con il proposito di unificare i diversi "Kwan" e dare nome e forma ad un'Arte Marziale Nazionale, che non fosse imparentata né con la Cina (giacché Tang Su = "Mano Cinese"), né con il Giappone ("Kara Te" era una pronuncia giapponese). Fra i tanti nomi postulati c'era già quello di "Tae-Kwon-Do", proposto da un generale chiamato Choi Hong Hi. Nel 1961 sorge così la "Associazione Coreana di Tae-Su-Do, che coinvolge tutti i Kwan ad eccezione del Muduk-Kwan del Maestro Hwang Kee, e del Ci-Do-Kwan del Maestro Byong Yun Kwei, che rimasero ancorati alla tradizione.


Foto: Villalba e Hwang Kee nel 1977

 

La nuova organizzazione smembrò il patrimonio tecnico dell'antico Tang Su Do nel 1962. I combattimenti sportivi con l'uso di salti, calci e pugni formarono sommariamente il Tae-Su-Do; le tecniche di difesa personale con l'impiego di leve e proiezioni diventarono "Hapkido"; invece le tecniche di Nei-Kung (lavoro interno), quali il controllo della respirazione, dell'energia (Ki) e della concentrazione mentale, furono cancellate.
Nel 1964 la denominazione viene cambiata ancora una volta in "Associazione Coreana di Taekwon-Do", nome che resterà definitivo. Non accadrà così con le tecniche, che continueranno a modificarsi fino a diventare uno sport di combattimento accettabile al criterio olimpionico.
Nel 1966 nasce la "International Taekwon-Do Federation", preposta alla diffusione della neonata disciplina nel resto del mondo. Suo fondatore è il generale Choi.
Neel 1971 il Taekwon-Do diviene sport nazionale della Corea dei Sud per decreto presidenziale del presidente Park Chung Hee.
Nel 1973 nasce, in contrapposizione alla "I.T.F.", la "World Taekwondo Federation" presieduta dal Dott. Un Yong Kim. La "I.T.F.", dopo una serie di vicissitudini, avrà l'appoggio della Corea del Nord.
La "W.T.F." del dott. Kim intanto raggiunge le Olimpiadi (SeuI 1988, Barcellona 1992). Dunque è uno sport olimpico ufficiale e non più un'Arte Marziale.
Le scuole fedeli al Tang Su Do, cioè all' "Arte della Mano Cinese" in chiave coreana, dovettero scegliere la strategia dell'emigrazione, insediandosi fuori dalla Corea, in America, Europa, Sud Africa, etc., per mantenere vivo e inalterato il messaggio degli antichi saggi orientali.